Riflessioni sul romanzo La strada del Donbas di Serhij Žadan.

Dalla conferenza stampa tenutasi a Pordenone il 15 ottobre 2016.

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 Serhij Žadan è nato in una cittadina della regione di Luhans’k, oggi teatro della guerra che dal 2014 si svolge nel Donbas. Ancora oggi, nonostante gli accordi di Minsk, le due repubbliche autoproclamate di Donec’k e Luhan’sk e le milizie russe non cessano di sparare sui soldati dell’esercito ucraino. A Charkiv, la città dove Žadan vive, c’è uno dei più grandi ospedali militari dell’Ucraina e non passa giorno che non vi vengano trasportati soldati feriti. I soldati muoiono ancora quasi quotidianamente sul fronte.

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Novità letterarie e recensioni

Negli ultimi due anni il mercato editoriale ucraino ha cominciato ad assumere una propria fisionomia, in parte grazie agli incentivi statali, ma soprattutto grazie alla professionalità delle persone che ci lavorano. Questi criteri non si applicano, purtroppo, allo scandalo legato alla traduzione ucraina di La mia amica geniale, primo volume della celebre trilogia della scrittrice italiana Elena Ferrante, di cui vaste porzioni sono state rese in modo approssimativo, quando non apertamente fantasioso. Lo scandalo in sé – innescato dai post giustamente indignati di alcuni lettori – il ritiro dal mercato della prima edizione e la promessa di una nuova traduzione fedele all’originale testimoniano, d’altro canto, una crescita del numero dei lettori e delle loro aspettative. Ad allargarsi è anche la geografia dei festival letterari che fungono da piattaforme per la distribuzione delle novità editoriali: ai tradizionali appuntamenti di Kiev e Leopoli si sono aggiunti quelli di Odessa, Zaporizžja e Vinnycja.

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