Novità letterarie e recensioni

Negli ultimi due anni il mercato editoriale ucraino ha cominciato ad assumere una propria fisionomia, in parte grazie agli incentivi statali, ma soprattutto grazie alla professionalità delle persone che ci lavorano. Questi criteri non si applicano, purtroppo, allo scandalo legato alla traduzione ucraina di La mia amica geniale, primo volume della celebre trilogia della scrittrice italiana Elena Ferrante, di cui vaste porzioni sono state rese in modo approssimativo, quando non apertamente fantasioso. Lo scandalo in sé – innescato dai post giustamente indignati di alcuni lettori – il ritiro dal mercato della prima edizione e la promessa di una nuova traduzione fedele all’originale testimoniano, d’altro canto, una crescita del numero dei lettori e delle loro aspettative. Ad allargarsi è anche la geografia dei festival letterari che fungono da piattaforme per la distribuzione delle novità editoriali: ai tradizionali appuntamenti di Kiev e Leopoli si sono aggiunti quelli di Odessa, Zaporizžja e Vinnycja.

Inoltre, se prima dei turbinosi eventi che hanno colpito il paese nel 2014 nessuno scrittore contemporaneo si avventurava in provincia, adesso è diventato di moda presentare il proprio libro in giro per l’Ucraina, magari facendosi un selfie con il pubblico accorso ad ascoltare. I libri ucraini però oggi non si leggono più solo in Ucraina. Scrittori ucraini come Serhij Žadan sono invitati sui palchi dei principali festival letterari europei. Brevi estratti dei loro libri vengono tradotti e questo incentiva le case editrici a concludere un contratto definitivo. Tra questi palchi possiamo citare il festival letterario di Amsterdam Read my world e il Conrad Festival di Cracovia. Lo scorso settembre il Festival Pordenone legge ha ospitato proprio Serhij Žadan, che ha presentato in anteprima nazionale la traduzione italiana del romanzo Vorošylovgrad (La strada del Donbas, pubblicato in Italia da Voland e tradotto da Giovanna Brogi). Gli stand delle case editrici ucraine sono ormai una presenza fissa alla Bologna Children’s Book Fair.

Vi proponiamo una breve rassegna delle principali novità del 2016 :

Tetyana Maljarčuk, Забуття / Zabuttja / L’oblio, 2016 Vydavnyctvo Starogo Leva

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Nell’ultimo romanzo di Tetyana (Tanya) Maljarčuk, scrittrice ucraina di stanza a Vienna, attiva dal 2004, e vincitrice di diversi premi letterari europei tra cui Kristal Vilenica e Conrad Festival, si intrecciano due diversi piani temporali: presente e passato. Una giovane scrittrice contemporanea inizia ad interessarsi alla figura di Vjačeslav Lypyns’kyj (1882-1931), storico, politico e ricercatore polacco naturalizzato ucraino attivo nei primi decenni del secolo scorso. Immergendosi nella biografia di Lypyns’kyj, e superando la barriera temporale che li separa, la protagonista cerca di trovare se stessa. La voce narrante parla a nome di chi è stato costretto ad adattarsi e a rendersi debole per sopravvivere ai traumatici eventi dell’inizio del XX secolo. In un tentativo di combinare memoria individuale e memoria collettiva, realtà storica e finzione letteraria, follia e ragione, L’oblio rende omaggio alle personalità forti come quella di Lypyns’kyj.

Da una delle più note scrittrici ucraine passiamo all’esordio narrativo del giovane poeta Myroslav Lajuk (n. 1990), Babornja (La casa di riposo). Se al lettore italiano questo nome dice poco, Myroslav Lajuk è forse uno di più noti e promettenti autori ucraini contemporanei. A soli 26 anni Lajuk ha già vinto due volte il prestigioso premio letterario Litakcent e i suoi lavori per il teatro si sono classificati al secondo posto al concorso nazionale Koronacija slova. Dopo avere pubblicato tre raccolte poetiche nel 2016, Lajuk chiude l’anno con la sua prima prova narrattiva.

 

Баборня / Babornja, 2016, Vydavnytstvo Starogo Leva

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La protagonista di Babornja è Marija Vasyvlyvna, un’insegnante di biologia in pensione che, settantenne, si ritrova a fare un bilancio della propria vita. Due sono gli eventi fondamentali che l’hanno attraversata: l’amore per il marito e la partecipazione alle riprese di un video della cantante sovietica Sofia Rotaru. Il suo mondo quasi ideale crolla dopo la morte del marito, quando Marija scopre che il suo amato aveva una doppia vita, accuratamente nascosta in un armadio da cui cominciano ad uscire gli scheletri della storia sovietica.

 

Andrij Bondar І тим, що в гробах / I tym ščo v grobach / Anche a quelli nelle tombe, 2016, Vydavnytstvo Starogo Leva

 

bondarIl nuovo libro dello scrittore, traduttore, blogger e saggista Andrij Bondar merita una menzione speciale nella sezione del racconto breve. Anche a quelli nelle tombe raccoglie testi prodotti tra il 2003 e il 2016 e assemblati con abilità dalla redattrice Hanna Uljura. I vari racconti compongono una biografia interiore sedimentata nel tempo, illuminata dall’inconfondibile stile di Bondar. Bondar cerca finalmente di passare dalla saggistica alla letteratura, trovando spunto nella vita quotidiana dei personaggi che lo circondano ogni giorno.

 

Aleksej Nikitin Санитар с Институтской / L’inserviente dall’Institutskaja, 2016, Ljuta sprava

nikitinL’inserviente dall’Institutskaja è il nuovo libro dallo scrittore ucraino russofono Aleksej Nikitin, noto anche in Italia per il romanzo Istemi, edito da Voland. Nella sua nuova storia, Nikitin racconta l’intreccio delle vite di due amici artisti senza successo: il pittore Umanec e il poeta Nezgoda. L’anima fragile di Nezgoda lo porta a più di un ricovero in una clinica pischiatrica, dove lo va a trovare spesso l’amico Umanec, che a sua volta passa intere giornate chiuso nel suo studio nel centro di Kiev. La storia dei protagonisti si intreccia a quella dell’Ucraina, culminando sul Majdan, durante la Rivoluzione del 2014.

 

Serhij Žadan Тамплієри / Tampliery / I templari, Knyhy – XXI, Meridian Czernowitz

zhadanIl più celebre poeta e scrittore contemporaneo ucraino ci regala una nuova raccolta poetica, I templari, in cui sono riuniti testi scritti tra la seconda metà del 2015 e la prima metà del 2016. A differenza del precedente Žyttja Mariji (La vita di Maria), questa nuova prova poetica sembra contenere una nota di speranza, forse perché nel frattempo anche gli ucraini sono cambiati: “39 poesie sulla guerra non annunciata, sul dolore con cui pochi riescono a convivere, sull’amore a cui nessuno può rinunciare e sulla speranza che sostiene tutti quanti”, come l’ha definita lo stesso Žadan. Il libro è impreziosito dalle eleganti illustrazioni del pittore ucraino Oleksandr Roitburd.

Yaryna Grusha

(Italian editing: Maria Grazia Bartolini)