“Babij Jar” di Anatolij Kuznecov esce in Italia

Per la casa editrice Adelphi è uscito il romanzo storico “Babij Jar” di Anatolij Kuznecov, scrittore di lingua russa, nato a Kyiv, che ebbe il coraggio di mettere per iscritto i propri ricordi del massacro degli ebrei nell’Ucraina occupata dai nazisti, a cui lui aveva assistito direttamente.

Una prima versione dell’opera era stata pubblicata nel 1966 dalla rivista «Junost’», ma in una forma fortemente tagliata dalla censura sovietica, che in quegli anni stava cercando di sopprimere la memoria della shoah ebraica perché male si sposava con la retorica propagandistica sulla Seconda guerra mondiale. La versione tradotta sapientemente da Emanuela Guercetti è invece quella originale di questo romanzo documentale, che venne pubblicata in Occidente solo dopo che Kuznetsov fuggì dall’Unione Sovietica nel 1969, con la scusa di un viaggio a Londra per compiere delle ricerche su Lenin. Babij Jar (in ucraino Babyn Jar) era un fossato di origini naturali alla periferia di Kyiv, nel quale nel settembre 1941 più di 30.000 ebrei kieviani furono massacrati dai nazisti. Questo libro è un lucido monumento che si affianca alle altre iniziative pubbliche o meno, volte a mantenere la memoria di quegli eventi.

Anatolij Kuznecov

Nato nel 1929 a Kyiv, Kuznecov rimane con la madre nella capitale ucraina occupata dai nazisti e iniziò a mettere su carta i propri ricordi già da quegli anni. Lavorò in giovinezza come muratore, carpentiere e operaio fino a che, nel 1965, fu ammesso al prestigioso Istituto di Letteratura “Gor’kij” di Mosca, dove ebbe finalmente la possibilità di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Fuggito in occidente nel 1969, pubblicò le sue opere con lo pseudonimo A. Anatoli. Morì per infarto nel 1979.