Storia dell’Associazione

L’Associazione Italiana di Studi Ucraini (A.I.S.U.) è un’associazione culturale senza fini di lucro fondata il 9 marzo 1995 da Gianfranco Giraudo (1941-2024). Già nel 1989 l’Italia aveva ospitato a Napoli e Ercolano un Congresso Internazionale che aveva segnato una tappa importante nella presa di coscienza dell’esistenza della realtà culturale e storica dell’Ucraina negli ambiti accademici e politici italiani, e occidentali in genere. In quell’occasione avvenne infatti la fondazione dell’Associazione Internazionale degli Ucrainisti (MAU), che con la sua intensa attività scientifica e convegnistica ha aiutato a ridisegnare i contorni della disciplina in Europa occidentale.

Eventi

Scuola estiva di lingua e cultura ucraina

Anche quest’anno l’università di Udine organizza la terza edizione della scuola estiva di lingua e cultura ucraina. La scuola, un progetto Erasmus BIP, si terrà in presenza nel periodo 14.09-25.09.2026, ma prevede anche attività preparatorie (nella settimana precedente l’inizio della scuola, ovvero dal 7 all’11 settembre) e concomitanti online.

Alla scuola parteciperanno studenti delle università partner, pertanto, la lingua base di insegnamento sarà l’inglese. A coloro che parteciperanno a tutte le attività della scuola verrà rilasciato un certificato e saranno riconosciuti 4 CFU.

Book Club AISU: Seconda edizione

 La prima stagione del Book Club dell’AISU si è conclusa ma è in arrivo la seconda. A settembre torniamo con “Lo sguardo degli altri”: voci inaspettate, prospettive laterali, un’Ucraina che non smette di sorprenderci. Stay tuned!

Comunicato dell’Associazione Italiana di Studi Ucraini in difesa di Memorial

Memorial è stata recentemente condannata in Russia come organizzazione estremista. Come Direttivo AISU abbiamo ritenuto doveroso prendere posizione e produrre un comunicato a sostegno di Memorial e a condanna della decisione della Corte Suprema della Federazione Russa.

Novità editoriali

Storia della letteratura ucraina

Una notizia che aspettavamo da tempo.
A quasi trentanni di distanza dall’uscita di Civiltà letteraria ucraina di Oxana Pachlovska (Carocci, 1998) Mondadori pubblica una nuova Storia della letteratura ucraina in italiano!
Il volume è la traduzione italiana della Ukrainische Literaturgeschichte (J.B. Metzler, 2025), curata da Ulrich Schmid (Università di San Gallo) con contributi di importanti studiosi europei, tra cui diversi soci e socie AISU: Giovanna Brogi (Università di Milano, emerita), che firma i capitoli sulla letteratura medievale e della prima età moderna; Maria Grazia Bartolini (Università di Milano), autrice del capitolo sul Barocco e coautrice di quello sulla letteratura dell’emigrazione; e Alessandro Achilli (Università di Cagliari), coautore dei capitoli sulla letteratura sovietica, sulla letteratura post-Čornobyl’ e sulla letteratura del Maidan e della guerra.
Un’opera che copre l’intera storia della letteratura ucraina, dal Medioevo ai giorni nostri, e che arriva in un momento in cui capire quella cultura è più urgente che mai.

La gente normale non va in giro armata

Artem Chapeye è uno scrittore e giornalista ucraino che si è sempre ritenuto pacifista e di sinistra. Ma il 24 febbraio 2022 è costretto a salire in fretta su una macchina di amici con la sua famiglia per scappare da Kyiv, dove sono iniziati i bombardamenti russi. E nei giorni successivi decide di arruolarsi per difendere il suo paese, malgrado le diffidenze che ha sempre avuto per i nazionalismi: perché è il suo paese, perché è stato attaccato, perché c’è una questione di libertà in ballo che riguarda tutti quanti. E non riesce a credere che alcuni intellettuali occidentali che sono sempre stati per lui un’ispirazione, e molte persone dei paesi europei, si sottraggano a questa difesa della libertà di tutti. Si tratta di poter guardare allo specchio se stessi e di guardare in faccia la propria moglie e i propri figli. La gente normale non va in giro armata è il racconto della vita quotidiana di un europeo costretto alla guerra in questi anni, ma anche una condivisione di riflessioni sulle contraddizioni del pacifismo, del patriottismo, e persino del femminismo vissuto da un uomo. Tutte cose che andranno affrontate quando la guerra sarà finita, dice Chapeye, ma a cui è bene cominciare a pensare da subito.

Quaderni della Rivista Storica Italiana (10.2026)

L’ultimo volume dei Quaderni della Rivista Storica Italiana (10, 2026) è dedicato al tema “Ucraina plurale” e ospita, tra gli altri, i contributi di Giovanna Brogi, Marcello Garzaniti, Giulia Lami e Marco Puleri.

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